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L’ amiloidosi è un gruppo eterogeneo di patologie caratterizzate dalla deposizione extracellulare di proteine fibrillari insolubili, note come amiloide, nei diversi tessuti dell’organismo. L’ accumulo progressivo di amiloide altera l’architettura tissutale e compromette la funzione degli organi coinvolti, determinando un quadro clinico spesso multisistemico e a evoluzione progressiva.

Il coinvolgimento d’organo è variabile, ma rene e cuore rappresentano le sedi più frequentemente interessate e clinicamente rilevanti. In particolare, il cuore è spesso colpito nelle forme AL e ATTR, configurando una cardiomiopatia infiltrativa restrittiva che costituisce uno dei principali determinanti prognostici.

In questo contesto, l’ imaging riveste un ruolo centrale sia nella diagnosi sia nella valutazione dell’estensione e della gravità della malattia.

L’ ecocardiografia rappresenta un primo livello diagnostico fondamentale, evidenziando ispessimento parietale ventricolare non giustificato da ipertensione, disfunzione diastolica, riduzione del volume telediastolico e pattern caratteristici allo strain longitudinale, come il cosiddetto “apical sparing”.

La risonanza magnetica cardiaca (CMR) svolge un ruolo cruciale nella diagnosi di amiloidosi cardiaca grazie alla sua elevata capacità di caratterizzazione dei tessuti. Le tecniche di T1 mapping e la valutazione del volume extracellulare (ECV) permettono inoltre una quantificazione indiretta del carico amiloide, offrendo informazioni prognostiche e consentendo il monitoraggio della risposta terapeutica.

La medicina nucleare ha assunto un’importanza crescente, in particolare nella diagnosi differenziale tra le forme AL e ATTR.

Il razionale dell’impiego dell’imaging nell’amiloidosi risiede quindi nella sua capacità di identificare precocemente il coinvolgimento d’ organo, caratterizzare il tipo di danno tissutale e guidare le scelte terapeutiche.

Un approccio multimodale, che combini ecocardiografia, risonanza magnetica e medicina nucleare, rappresenta oggi uno strumento indispensabile nella gestione moderna del paziente affetto da amiloidosi, consentendo una diagnosi tempestiva e un miglioramento degli esiti clinici.

Il corso è destinato a cardiologi, medici internisti, ematologi, neurologi e nefrologi coinvolti nella diagnosi e gestione dell’amiloidosi cardiaca.

È rivolto anche a specialisti interessati ad approfondire l’utilizzo delle tecniche di imaging per il coinvolgimento cardiaco, e a coloro che desiderano acquisire una comprensione approfondita della malattia e delle sue implicazioni cardiovascolari.


Direttrici del Corso: Prof.ssa Marta Focardi, Dr.ssa Elisa Giacomin


Segreteria Scientifica: Dr.ssa Maria Concetta Pastore